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Giugno 2025

I “BRANDED CONTENT” PIÙ FOLLI NELLA STORIA DELLO SCHERMO

I “BRANDED CONTENT” PIÙ FOLLI NELLA STORIA DELLO SCHERMO

Da integrazioni sottili ad apparizioni sfacciate, i contenuti di marca o “branded content” hanno lasciato un segno indelebile nel mondo del cinema e delle serie televisive.

Nel mondo dell’intrattenimento, la pubblicità ha assunto diverse forme nel corso degli anni. Una delle strategie più innovative ed efficaci è stata quella del branded content, in cui i marchi vengono integrati in modo organico nei contenuti di film e serie televisive. Questa pratica ha portato ad alcune collaborazioni sorprendenti e memorabili che hanno lasciato un segno indelebile nell’industria cinematografica e televisiva.

Da apparizioni sottili a integrazioni sfacciate, ecco alcuni dei branded content più sorprendenti che hanno affascinato il pubblico.

 

Le caramelle di E.T. l’extra-terrestre (1982)

Uno degli esempi più emblematici di branded content sono le caramelle Reese’s Pieces in E.T. l’extra-terrestre. Nel film di Steven Spielberg, l’essere spaziale sviluppa una dipendenza da questi dolciumi, che si è trasferita anche alla popolazione, dato che le vendite di queste caramelle sono triplicate poche settimane dopo l’uscita del film.

Prima di iniziare le riprese, avevano previsto che Elliot attirasse l’alieno con i tipici M&M, ma l’azienda si oppose perché pensava che E.T. avrebbe spaventato i bambini.

 

I 5 marchi in un minuto di Wayne’s World (1992)

La commedia originariamente intitolata Wayne’s World (Il mondo di Wayne) ci ha regalato un’integrazione di branded content memorabile e divertente con Pizza Hut. I personaggi principali, interpretati da Mike Myers e Dana Carvey, dialogano mentre gustano le pizze di Pizza Hut. Questa collaborazione non solo ha promosso il marchio in modo divertente, ma è anche diventata un elemento iconico del film, aggiungendo autenticità alle scene comiche.

Ma la pizzeria non è l’unica promozione di questo tipo: in una scena un agente avverte Mike del suo contratto con un inserzionista, al che il personaggio risponde che non si venderà mai ai marchi, il tutto mentre tiene in mano una scatola di Pizza Hut, un sacchetto di Doritos, prende delle pillole di Nuprin, beve una lattina di Pepsi e appare il suo amico vestito interamente di Reebok.

 

Man of Steel e Sears (2013)

Il film della saga di Superman Man of Steel ha collaborato con la catena di supermercati statunitense Sears. Nel lungometraggio, il personaggio di Clark Kent lavora in un negozio della catena, integrando così il marchio nella trama in modo organico. Sebbene la collaborazione abbia ricevuto critiche di ogni tipo, alcuni hanno affermato che si è trattato di un modo innovativo per promuovere il marchio rimanendo coerenti con la storia.

 

Requisiti per essere una persona normale e Ikea (2015)

Non tutti i film erano stranieri. Nel film spagnolo Requisiti per essere una persona normale, due dei personaggi – il coprotagonista e il fratello della protagonista – lavorano da Ikea, che funge anche da set per molte delle scene chiave del film.

 

Beef e Burger King (2003)

E non tutti i film erano dedicati al branded content. Nella serie Beef, Burger King gioca un ruolo fondamentale nell’articolazione della trama.

In un paio di scene si vedono i due protagonisti mangiare un hamburger di pollo della catena e in entrambe i personaggi stanno vivendo il momento più basso della loro vita. Ma non è associato solo alla tristezza, si può vedere anche in altri momenti di benessere psicologico. Uno dei personaggi secondari, che si sente realizzato, ama mangiare quell’hamburger della catena, anche se ci mette più di un’ora per arrivare al locale.

 

La casa di carta e Estrella Galicia

Per quanto riguarda le serie spagnole – e di risonanza mondiale – abbiamo La casa di carta, in cui, in diverse occasioni, si può osservare la presenza di Estrella Galicia. E se non l’avete notato, pensate semplicemente al camion che trasporta bevande alla fine della stagione: di quale birrificio è?

 

Tutti questi esempi dimostrano chiaramente che l’evoluzione della pubblicità nel mondo dell’intrattenimento è stata affascinante, segnando pietre miliari e generando dibattiti sull’integrazione dei marchi nella narrativa cinematografica e televisiva. Tutti questi esempi ci ricordano che, se realizzato con creatività e sensibilità, il branded content può arricchire l’esperienza dello spettatore e superare le barriere tra intrattenimento e pubblicità, lasciando un segno indelebile nell’industria cinematografica e televisiva.