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Giugno 2022

IL SIGNIFICATO DEI COLORI NEL BRANDING: COME SCEGLIERE QUELLI GIUSTI PER IL TUO BRAND

IL SIGNIFICATO DEI COLORI NEL BRANDING: COME SCEGLIERE QUELLI GIUSTI PER IL TUO BRAND

I colori possono contribuire in modo decisivo alla percezione di un marchio, ma non possiedono un significato universale e immutabile.

Rosso, blu, verde, giallo o nero possono evocare associazioni differenti in base al contesto, al settore, alla cultura e al modo in cui vengono utilizzati insieme agli altri elementi dell’identità visiva.

Per questo la psicologia del colore nel branding non dovrebbe essere considerata una serie di regole rigide, ma uno strumento utile per orientare le scelte progettuali.

Vediamo quindi quali associazioni vengono comunemente attribuite ai principali colori e come possono essere utilizzate nella costruzione di un brand.

Il significato del colore rosso

Il rosso è uno dei colori visivamente più intensi e viene spesso associato a energia, passione, forza e dinamismo.

Può comunicare:

Associazioni positive: energia, passione, coraggio, intensità, forza, entusiasmo.

Possibili associazioni negative: aggressività, pericolo, tensione, urgenza.

Nel branding il rosso è spesso utilizzato quando si vuole creare un’identità forte, immediata e facilmente riconoscibile.

È anche molto visibile e può essere efficace per evidenziare elementi importanti, come pulsanti o call to action.

Questo non significa, però, che il rosso faccia automaticamente aumentare le conversioni.

La sua efficacia dipende dal contrasto, dal contesto grafico e soprattutto dalla coerenza con il brand.

Un rosso acceso può apparire energico e sportivo.

Un rosso scuro può invece risultare elegante, autorevole o sofisticato.

Il significato del colore giallo

Il giallo viene spesso associato a luce, energia, ottimismo e vitalità.

Può comunicare:

Associazioni positive: allegria, apertura, vivacità, calore, spontaneità.

Possibili associazioni negative: instabilità, allarme, impulsività, eccessiva leggerezza.

È un colore capace di attirare molto l’attenzione e per questo viene frequentemente utilizzato come elemento distintivo.

Può funzionare bene per brand giovani, dinamici o informali, ma non esiste alcuna regola secondo cui sia inadatto ai prodotti di fascia alta.

Molto dipende dalla tonalità e dal sistema visivo complessivo.

Un giallo saturo e brillante può risultare giocoso.

Un giallo ocra o senape può invece apparire sofisticato, contemporaneo e persino premium.

Il significato del colore arancione

L’arancione combina l’energia del rosso con la luminosità del giallo.

Viene spesso percepito come un colore dinamico, accessibile e informale.

Può comunicare:

Associazioni positive: energia, entusiasmo, calore, creatività, socialità.

Possibili associazioni negative: superficialità, eccesso, immaturità.

Nel branding viene spesso utilizzato per creare un tono amichevole e meno aggressivo rispetto al rosso.

Può essere adatto a marchi legati al divertimento, allo sport, al cibo, alla tecnologia o a servizi che vogliono apparire accessibili e dinamici.

Come sempre, però, conta la tonalità.

Un arancione brillante e saturo comunica qualcosa di molto diverso da un terracotta o da un arancione bruciato.

Il significato del colore verde

Il verde è fortemente associato alla natura e per questo viene frequentemente utilizzato nei settori legati a sostenibilità, ambiente, salute e benessere.

Può comunicare:

Associazioni positive: natura, equilibrio, crescita, freschezza, armonia, benessere.

Possibili associazioni negative: immobilità, monotonia, inesperienza.

Il verde è diventato particolarmente comune nella comunicazione dei brand che vogliono esprimere attenzione ambientale.

Proprio per questo motivo va utilizzato con attenzione.

Un’azienda non diventa sostenibile semplicemente perché utilizza il verde nel proprio logo.

Il colore deve essere coerente con il comportamento, il posizionamento e i valori reali del brand.

Inoltre esistono moltissimi verdi.

Un verde lime comunica energia e innovazione.

Verde bosco può suggerire natura, solidità ed eleganza.

E un verde salvia può risultare delicato, contemporaneo e sofisticato.

Il significato del colore blu

Il blu è uno dei colori più utilizzati nel branding.

Viene spesso associato a affidabilità, calma, razionalità e professionalità.

Può comunicare:

Associazioni positive: fiducia, stabilità, sicurezza, serenità, competenza.

Possibili associazioni negative: freddezza, distanza, rigidità, eccessiva formalità.

Per questo è frequente nei settori finanziario, tecnologico, sanitario e istituzionale.

Ma l’utilizzo molto diffuso del blu comporta anche un problema: può diventare poco distintivo.

Sceglierlo semplicemente perché “il blu comunica fiducia” rischia di produrre un’identità simile a quella di moltissimi concorrenti.

Anche qui la tonalità cambia completamente la percezione.

L’azzurro può apparire fresco e accessibile.

Il blu elettrico può comunicare tecnologia ed energia.

Il blu notte può suggerire eleganza, autorevolezza e lusso.

Il significato del colore viola

Storicamente il viola è stato associato a prestigio, rarità e regalità.

Oggi può essere utilizzato per comunicare creatività, originalità, immaginazione e sofisticazione.

Può comunicare:

Associazioni positive: creatività, mistero, lusso, immaginazione, individualità.

Possibili associazioni negative: eccentricità, distanza, artificiosità.

È un colore meno comune rispetto a blu, rosso o verde e proprio per questo può aiutare un brand a differenziarsi.

Non lo limiterei però, come spesso accade, a un pubblico “femminile”.

Il viola può funzionare in moltissimi settori, dalla tecnologia alla cultura, dalla cosmetica all’intrattenimento.

Ciò che conta è il tono scelto e il contesto in cui viene inserito.

Il significato del colore nero

Il nero possiede una caratteristica interessante: può comunicare contemporaneamente sobrietà, potere, eleganza e mistero.

Può comunicare:

Associazioni positive: eleganza, autorevolezza, raffinatezza, esclusività, forza.

Possibili associazioni negative: severità, pesantezza, distanza, oscurità.

È molto utilizzato nei settori della moda, del lusso e del design perché permette agli altri elementi visivi di emergere e può creare un’identità estremamente pulita.

Ma anche il nero non rende automaticamente un brand premium.

Un’identità di lusso nasce dall’insieme di tipografia, fotografia, materiali, spazi, tono di voce ed esperienza.

Il nero può rafforzare questa percezione.

Non può costruirla da solo.

Il significato del colore bianco

Il bianco viene generalmente associato a semplicità, pulizia e spazio.

Può comunicare:

Associazioni positive: chiarezza, purezza, essenzialità, ordine, leggerezza.

Possibili associazioni negative: freddezza, vuoto, sterilità, distanza.

Nel graphic design il bianco ha anche una funzione fondamentale che spesso viene sottovalutata.

Non è semplicemente “assenza di colore”.

Lo spazio bianco aiuta a creare gerarchie, migliorare la leggibilità e dare respiro alla composizione.

Per questo è particolarmente importante nei brand che cercano un linguaggio minimale e sofisticato.

Il colore influenza davvero le decisioni di acquisto?

Si trovano spesso online percentuali secondo cui il colore determinerebbe quasi completamente una decisione di acquisto o aumenterebbe automaticamente la riconoscibilità di un marchio.

Queste cifre vengono frequentemente ripetute senza un contesto chiaro e rischiano di trasformare un fenomeno complesso in una formula semplicistica.

Il colore può influenzare la percezione di un prodotto.

Può renderlo più riconoscibile.

Può contribuire a comunicare un determinato posizionamento.

Ma una decisione di acquisto dipende da molti altri fattori:

prezzo, qualità, notorietà, reputazione, bisogno, esperienza precedente, packaging, comunicazione e contesto.

Non esiste quindi un colore magico capace di far acquistare automaticamente un prodotto.

Esiste invece una combinazione di scelte progettuali capaci di rendere un brand più coerente e convincente.

Il significato dei colori cambia da cultura a cultura

Un altro aspetto fondamentale è il contesto culturale.

Lo stesso colore può assumere significati molto differenti in diverse parti del mondo.

Le associazioni cromatiche vengono influenzate da tradizioni, religione, storia, costume e convenzioni sociali.

Per un brand internazionale questo è particolarmente importante.

Una palette perfettamente efficace in un mercato potrebbe essere percepita in maniera differente in un altro.

Per questo la progettazione di un’identità visiva dovrebbe sempre considerare anche il pubblico e il territorio nel quale il brand comunica.

Come scegliere il colore giusto per un brand?

Non esiste un colore universalmente corretto.

La scelta dovrebbe nascere da una serie di domande.

Qual è il posizionamento del brand?

Chi è il pubblico?

Quali colori utilizzano i concorrenti?

Vogliamo inserirci all’interno dei codici visivi del settore oppure differenziarci?

Quale personalità vogliamo comunicare?

Su quali supporti verrà utilizzata l’identità?

Solo dopo aver risposto a queste domande ha senso costruire una palette.

Perché scegliere un colore significa scegliere una parte del linguaggio del brand.

La forza non è nel singolo colore, ma nel sistema

Un’identità visiva efficace raramente dipende da un solo colore.

Dipende dal rapporto tra colori principali, secondari e di accento.

Dipende dal contrasto.

Dalla tipografia.

Dalle immagini.

Dallo spazio.

Dalla coerenza con cui tutti questi elementi vengono utilizzati.

Il colore può contribuire enormemente alla riconoscibilità, ma acquisisce realmente valore quando diventa parte di un sistema visivo coerente.

Il colore deve comunicare, non soltanto decorare

La psicologia del colore può essere un ottimo punto di partenza nella progettazione di un’identità visiva, purché non venga trasformata in una serie di regole assolute.

Il rosso non significa sempre passione.

Il blu non significa sempre fiducia.

Il verde non significa sempre sostenibilità.

Il nero non significa automaticamente lusso.

Il significato nasce dalla combinazione tra colore, contesto, pubblico e identità del brand.

Per questo la domanda migliore non è:

“Qual è il significato di questo colore?”

Ma:

“Che cosa comunica questo colore, utilizzato in questo modo, per questo brand e davanti a questo pubblico?”

È da questa domanda che dovrebbe iniziare una scelta cromatica davvero efficace.