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Gennaio 2025

PERCHÉ MAI UN LOGOTIPO DOVREBBE ESSERE GRATIS?

PERCHÉ MAI UN LOGOTIPO DOVREBBE ESSERE GRATIS?

Il valore del graphic design nell’era dell’intelligenza artificiale

Viviamo in un’epoca di trasformazioni profonde, determinate dall’economia, dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dall’iniziativa di pochi che promettono di semplificare la vita di tutti, mentre costruiscono profitti enormi per sé stessi.

Ci stiamo dirigendo verso una società sempre più artificiale, nella quale molti professionisti rischiano di essere sostituiti da applicazioni progettate per arricchire persone invisibili, nascoste dietro una piattaforma.

Una visione pessimistica? Forse sì, ma un po’ di pessimismo comincia a sembrare giustificato.

Quando progettare un logo era un mestiere

Come molti altri, ho studiato per diventare graphic designer.

Appartengo alla vecchia scuola, quella in cui ti insegnavano le regole necessarie per lavorare bene e ti aiutavano a capire se avresti potuto dedicare la vita a una professione creativa e gratificante.

Migliaia di ore trascorse sui bozzetti disegnati a mano, sui caratteri Letraset e sui fondi colorati utilizzati per costruire layout che, talvolta, erano già piccole opere d’arte.

Poi arrivavano i tirocini nelle agenzie, dove partivi senza sapere nulla e cercavi lentamente di conquistarti un posto come grafico: magari uno qualunque, ma diplomato e con un po’ di esperienza.

Un logo professionale richiedeva tempo, studio e competenza

Progettare un logotipo era allora un incarico importante, capace di richiedere mesi di studio e il contributo di più persone.

Anche nelle agenzie più piccole quel lavoro veniva pagato, talvolta molto bene, perché ne venivano riconosciuti impegno e valore.

Esistevano inoltre associazioni professionali con tariffari minimi e massimi ai quali fare riferimento.

Possiamo dirlo senza nostalgia eccessiva: era davvero un bellissimo mestiere.

Quando diventare grafici è diventato più facile

In seguito arrivarono i corsi accelerati per diventare grafici.

Bastavano poche nozioni, un minimo di gusto e una discreta abilità nel prendere ispirazione un po’ troppo da vicino dal lavoro altrui.

Non molto tempo fa, mentre realizzavo un allestimento per un’agenzia immobiliare, il giovane titolare che aveva ereditato l’attività dal padre mi disse candidamente:

«Anch’io ero stato grafico. Avevo seguito un corso e me la cavavo bene, ma poi ho capito che in questo settore avrei guadagnato di più».

Già, perché ormai sembra che quasi ogni mestiere permetta di guadagnare più di un graphic designer, a meno di essere una celebrità o un talento fuori dal comune.

Ma una professione non vive soltanto di grandi stelle. Ha bisogno anche di moltissimi interpreti “secondari”, e utilizzo questo termine senza alcuna intenzione di sminuirne capacità e importanza.

Intelligenza artificiale e futuro del graphic designer

Torniamo quindi al presente, un tempo piuttosto inquietante nel quale si pretende che le macchine sostituiscano le persone in un numero crescente di attività umane.

Il tutto con la promessa di migliorare la qualità della vita, semplificare l’esistenza e renderci più liberi.

Potrebbe anche andarmi bene, se questa promessa fosse completamente vera.

Ma per non allontanarmi troppo dall’argomento, torno alla domanda centrale.

Perché un logo dovrebbe essere gratis?

Perché, a quanto pare, sarebbe il progresso a richiederlo.

Vorrei allora rivolgermi ai potenziali clienti di ogni graphic designer serio e onesto.

Cercate un logotipo replicato, impersonale, banale o inutilmente elaborato?

Il web è pronto a offrirvene in quantità.

Un logo professionale non è semplicemente un’immagine

Se invece siete disposti a investire, anche una cifra contenuta, nel lavoro di professionisti che continuano a credere nella dignità del proprio mestiere, cercateli.

Esistono ancora e sono migliaia, in ogni parte del mondo.

Scusate se mi sono dilungato un po’, anche se sull’argomento si potrebbe scrivere molto di più.

Ora seleziono la casella «Non sono un robot» e vi saluto.